Una domanda al giorno leva il litigio di torno.

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Una domanda al giorno leva il litigio di torno

Me lo sentirete dire spesso, la scuola e l’educazione ci insegnano moltissime cose, ma, il più delle quali non ci servono nella vita di tutti i giorni, forse l’unica veramente utile è l’imparare ad imparare, di cui però non ci rendono consapevoli …per cui utile ma non fruibile …

Ma per fortuna non è mai troppo tardi per iniziare a conoscersi.

C’è una famosa frase, in vendita, che dice “chi domanda comanda” ma cosa vuol dire esattamente, e in che modo le domande hanno tutto questo potere?

Cominciate a farci caso, quando le persone parlano, la conversazione è per lo più fatta di affermazioni, dove ognuno degli interlocutori esprime, a volte ostinatamente, la propria opinione, pensando erroneamente che chi resiste di più nella proprio posizione abbia la ragione.

E’ così che ci abituano, così ci parlano i nostri genitori, i nostri coetanei, conoscenti, amici e questo è il processo che finiamo per utilizzare anche noi.

Forse solo quando siamo piccoli gli adulti si rivolgono a noi chiedendo, chiedendo se abbiamo capito, come stiamo, cosa stiamo facendo, cosa abbiamo fatto, visto, ecc. ecc.… per assurdo ci coprono di domande nel periodo della nostra vita in cui siamo meno capaci di fornire risposte (linguistiche), uno perché abbiamo poche esperienze, due perché abbiamo pochi vocaboli.

E sul più bello che cresciamo, che cresce il nostro vissuto, e il nostro vocabolario si arricchisce nessuno ci fa più domande e noi ben che meno agli altri…

Eh allora Elisa… abbiamo capito, dove vuoi arrivare?

Ok, ok… ora ci arrivo 🙂

Il problema è che, quando smettiamo di fare domande smettiamo di comprendere l’altro, ci precludiamo la possibilità di capire il suo mondo mentale e linguistico, perdiamo l’opportunità di arricchirci delle sue rappresentazioni che saranno necessariamente diverse dalle nostre, ma soprattutto mettiamo la nostra comunicazione a rischio di conflitto.

Provate a pensare ad un esempio che può essere comune, siete in famiglia e qualcuno esprime disappunto per un vostro comportamento, o anche viceversa lo fate voi con un vostro famigliare, la prima cosa che succede è che chi riceve l’osservazione comincia a difendersi o semplicemente a rispondere con altre affermazioni: non sono stato io, non è colpa mia, io sono fatto così, non mi scocciare, non mi sono accorto…potremmo continuare all’infinito…ma una cosa è certa NON C’E’ NESSUNA DOMANDA!

Questo significa che si ascolta solo per rispondere e non per capire, perché per capire è necessario chiedere e non con interrogazioni di circostanza ma con l’utilizzo di domande di qualità, di quesiti di specificazione.

Questa è una delle cose fondamentali che affronto nei miei corsi, perché, come per molte altre cose, si può imparare anche a chiedere in modo costruttivo e migliorare così la nostra comunicazione. Discipline come la programmazione neuroliguistica o la psicoterapia strategica breve ci forniscono anche degli specchietti e delle formule linguistiche a cui poter fare riferimento.

Chi sono

Instancabile ricercatrice delle cose vere, del senso della vita, della pace e della serenità interiore. Caparbia e determinata nell’affrontare le sfide della vita e nello stesso tempo abbastanza umile da sapere che non si possono vincere tutte, ma consapevole che l’obiettivo è il viaggio e non la meta.

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La mia scelta

Scrivo copy per i siti web, i social, le news letters e i blog di tutti i miei clienti ma quando mi sono seduta per riscrivere il mio di sito mi è venuta l’ansia! Essì, sembra molto più semplice, quando si tratta di comunicare, sapere benissimo cosa si meglio per gli altri, ma ogni volta che tocca a noi, ogni volta che abbiamo bisogno parlare di noi per trasmettere i nostri valori, per far arrivare i concetti che abbiamo in mente e nel cuore e che muovono tutti i giorni il nostro lavoro ecco che, dallo stomaco sale un filo di agitazione … e adesso che cosa dico?

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