Guerrilla Marketing

Guerrilla Marketing

Anche se non è da molto tempo che si sente parlare di Guerrilla Marketing, si tratta in realtà di una forma di comunicazione che possiamo far risalire agli anni Settanta. Il che significa che potete fare affidamento su 40 anni di studi, sperimentazioni e sviluppo. Quest’espressione è diventata famosa nel 1984 con l’omonimo libro di Jay Conrad Levinson, ma per capirne la nascita bisogna fare un passo più indietro. Fino agli anni ’70 la comunicazione era fatta di grossi budget, grandi campagne e jingle accattivanti.

La comunicazione consisteva nel dire al consumatore qualcosa che prima non sapeva: i pubblicitari davano per scontato che bisognasse prima di tutto educare il mercato, ma questa tecnica è diventata sempre meno efficiente con il tempo. 

I consumatori riconoscevano la pubblicità e imparavano ad ignorare ciò che prima ascoltavano attenti: negli anni ’70 il mondo della comunicazione era pronto e necessitava di una rivoluzione. La rivoluzione arrivò appunto nel 1984 con le idee di Levinson che scriveva come avere grossi risultati con bassi investimenti di comunicazione. Il suo libro Guerrilla Marketing raccontava i segreti di un marketing meno invasivo, più sottile sui cui alcuni professionisti illuminati lavoravano già da anni. Quello che nemmeno Levinson si aspettava è quanto le piccole imprese avrebbero utilizzato e portato al successo le idee contenute nel suo libro. Prima di continuare vediamo chi è Jay Conrad Levinson esoprattutto perché merita di essere tirato in causa:

∙ Ha fatto parte del team che ha ideato la campagna del Marlboro Man e Marlboro Country, che ha portato l’azienda dal 31° al primo posto del settore

∙ Ha creato campagne di marketing di grandissimo successo per grandi imprese americane del calibro di Starkirst, Pillsbury, Green Giant e United Skies

∙ Ha aiutato la Bank od America a diffondere il bancomat attraverso campagne di mailing che raggiungevano un tasso di risposta dell’80%

∙ È stato assunto da Hewlett‐Packard per la loro prima pubblicità di un prodotto per consumatori

∙ Ha scritto uno dei primi e‐book su commissione di Bill Gates, pubblicato mensilmente sul sito di Microsoft

Guerilla Marketing preventivi esperto

Ed infine, ha creato la disciplina del Guerrilla Marketing partendo da zero ed arrivando a vendere 30 milioni di libri in 62 lingue diverse. Il Guerrilla Marketing non voleva soltanto educare, ma anche condividere qualcosa di interessante, raggiungere un determinato pubblico in modi non convenzionali, ottenendo il maggiore impatto possibile con la minima spesa.

È inutile scontrarsi con i big, cioè le imprese che dispongono di grossi budget di comunicazione, con la stessa strategia: bisogna agire fuori dagli schemi! Bisogna portare la competizione su un piano che cancelli la differenza dei mezzi, arrivare al consumatore attraverso vie meno battute cosicché il tuo messaggio non dovrà sgomitare con migliaia di altri messaggi simili. 

Ecco un paio di esempi “storici” per capire meglio lo spirito del Guerrilla Marketing. Sono gli anni Ottanta e sei in discoteca a divertirti, quando all’improvviso una bella ragazza si siede a fianco a te al bar e ti sussurra “Mi offri da bere?” e tu ovviamente accetti. Stranamente lei insiste sul volere una determinata marca di vodka e poi ti racconta perché desidera proprio quella marca. Prima che tu te ne accorga, lei è sparita tra la folla e tu rimani seduto da solo, un po’ confuso per quello che è successo ma con in testa la marca della vodka della bella signorina: ed ecco che sei stato “guerrillato”! Quella delle ragazze “comprami da bere” è stata una delle prime, e più efficaci, campagne di guerrilla. Così efficace da ispirare ed essere utilizzata anche ai giorni nostri. Vediamo ancora un altro esempio: ad un certo momento Adidas era un marchio al top, amatissimo dai campioni olimpici, ma dopo una serie di errori stava andando a picco.

Nel 1980 un imprenditore francese, Bernard Tapie, compra l’azienda e comincia a regalare paia di scarpe ai cantanti rap di New York. Nessuno capì la sua strategia e passò per pazzo finché nel 1986 i Run DMC fanno uscire un singolo “My Adidas” e improvvisamente tutti i ragazzi d’America dai pantaloni troppo larghi e i cappellini al contrario avevano le stesse scarpe. L’idea di Tapie, ovvero quella di regalare il proprio prodotto per farlo conoscere, ora potrebbe però non avere lo stesso successo che ha avuto per Adidas, perché è diventata una strategia piuttosto comune ma rimane comunque efficace. La storia del Guerrilla è fatta di episodi e aneddoti e ben pochi momenti chiari e definiti dopo la data storica del 1984. Le idee sono continuato a spuntare numerose, ad essere adottate e poi abbandonate quando diventavano troppo diffuse e ormai poco originali. Alle iniziative solitarie si sono aggiunti metodi, piani di lungo periodo, modalità operative sempre più raffinate e affidabili. Da quel primo libro nel 1984 il mondo del Guerrilla non ha mai smesso di crescere.

∙ 38 libri, ∙ tradotti in 62 lingue, ∙ più di 20 milioni di copie vendute;

∙ i testi più importanti sono stati adottati dai migliori master

∙ internazionali che formano la futura élite imprenditoriale e manageriale;

∙ un risultato ottenuto partendo da zero.

Milioni (milioni!) di attività industriali e commerciali come te hanno aumentato vendite e profitti grazie a questa rivoluzione. Per la prima volta le piccole imprese possono stare al passo con le grandi utilizzando i loro punti di forza e le loro particolarità per scalare il dislivello creato dalle diverse possibilità economiche. Utilizzando ingegno, impegno, rigore nell’applicare tecniche e strategie poco conosciute ma altamente efficaci gli small business possono guadagnarsi una posizione forte sul mercato: aumentare le vendite, alzare i margini, abbassare i costi necessari per chiudere un nuovo accordo!

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